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Il calcare è il nemico silenzioso delle tubazioni: si accumula nel tempo, restringe il passaggio dell’acqua e rende gli scarichi lenti, rumorosi, fino ad arrivare a occlusioni difficili da gestire con i soli rimedi domestici. A Roma, dove l’acqua è notoriamente “dura”, il problema è frequente in bagni, cucine, colonne di scarico condominiali e impianti di vecchia costruzione.

Questa guida spiega come riconoscere il calcare, quali rimedi funzionano davvero, cosa evitare per sicurezza, e quando conviene affidarsi a un intervento professionale di disincrostazione con autospurgo/idrogetto ad alta pressione.

Calcare nei tubi: cosa succede davvero

Il calcare è formato da sali di calcio e magnesio che, precipitando, si depositano sulle pareti interne delle tubazioni. Nel tempo, le incrostazioni:

  • restringono il diametro utile, rallentando il deflusso;
  • creano rugosità interne che trattengono residui (saponi, grassi, capelli);
  • favoriscono odori sgradevoli e intasamenti ricorrenti.

Segnali tipici:

  • scarico del lavandino o della doccia sempre più lento;
  • gorgoglii e ritorni di cattivi odori;
  • wc che scarica male anche dopo il passaggio dello sturalavandini;
  • occlusioni “a tempo”: risolvi e tornano in poche settimane (tipico quando c’è incrostazione strutturale).

Rimedi “light” che aiutano (e i loro limiti)

Per depositi leggeri o in fase iniziale puoi provare una manutenzione soft. Ricorda: sono soluzioni contenitive, non sempre risolutive sulle incrostazioni tenaci.

1) Acido citrico (preferibile all’aceto)

  • Sciogli 100–150 g di acido citrico in 1 litro d’acqua calda.
  • Versa nello scarico e lascia agire 1–2 ore, poi risciacqua con acqua calda.
  • Ripeti 1 volta a settimana come manutenzione preventiva.
    Perché funziona: il citrico è un acido debole che scioglie parte dei sali carbonatici senza aggredire eccessivamente le superfici.

2) Aceto caldo (alternativa domestica)

  • Meno efficace del citrico, ma utile per biofilm e saponi.
  • Evita combinazioni “fai-da-te” con bicarbonato seguite da acidi forti: l’effervescenza non scioglie il calcare incrostato.

3) Disincrostanti “domestici” specifici

  • Scegli prodotti anticalcare per tubazioni, non per rubinetteria.
  • Preferisci formulazioni inibite (meno corrosive sui metalli) e segui scrupolosamente il tempo di contatto.
  • Ventila gli ambienti e usa guanti/occhiali.

ATTENZIONE – Mai mescolare candeggina (ipoclorito) e acidi. Si sviluppano gas cloro pericolosi. Se hai usato candeggina, sciacqua abbondantemente e attendi prima di versare un anticalcare.

Quando questi rimedi NON bastano – Se lo scarico migliora solo per pochi giorni o torna lento in breve tempo, le incrostazioni sono profonde (soprattutto su tratti orizzontali lunghi, collettori o vecchie colonne condominiali). In questi casi serve un intervento professionale.

Soluzioni professionali: cosa fa davvero la differenza

Eco Tecno Service – Autospurgo Fognature Roma interviene con tecnologie dedicate alla disincrostazione del calcare in sicurezza, senza danneggiare le tubazioni.

1) Idrogetto ad alta pressione (hydrojet)

  • Ugelli rotanti e acqua in pressione rimuovono incrostazioni e residui lungo tutta la sezione del tubo.
  • Vantaggi: nessun residuo chimico, pulizia profonda, efficace su tratti lunghi/condominiali.

2) Videoispezione con telecamera

  • Permette di diagnosticare lo stato reale delle incrostazioni, localizzare “colli di bottiglia”, verificare pendenze errate o rotture.
  • Si usa sia prima (per capire dove e come intervenire) sia dopo (per certificare il risultato).

3) Disincrostazione chimica controllata (solo quando indicata)

  • Impiego di prodotti professionali inibiti (phosphoric-based o specifici) per sciogliere il carbonato di calcio.
  • Viene calcolato il dosaggio, il tempo di contatto e il neutralizzante finale.
  • Si usa in casi selezionati (impianti industriali, caldaie, serpentine), evitando rischi per guarnizioni e metalli.

4) Programmi di manutenzione periodica

  • Nei palazzi a Roma con acqua dura consigliamo cicli programmati (es. semestrali) di lavaggio idrodinamico per prevenire nuove incrostazioni e odori.

“Grassi o calcare?” Distinguere la causa per scegliere il rimedio

Non tutte le ostruzioni sono di calcare. Spesso troviamo grassI (cucina), saponi e capelli (bagno).

  • Il calcare crea un anello duro e rugoso: lo scarico migliora poco con i disgorganti.
  • I grassi si rimuovono meglio con idrogetti e detergenti sgrassanti professionali.
  • Nei wc, l’ostruzione può essere mista: deposito calcareo + carta/solidi.

Una videoispezione evita tentativi a vuoto: risparmia tempo e soldi, e riduce i rischi per l’impianto.

Prevenzione: come limitare il calcare nelle tubazioni

  • Acido citrico a bassa concentrazione 1–2 volte al mese negli scarichi critici (doccia, lavandino bagno).
  • Acqua calda (non bollente) periodica per ridurre biofilm e saponi.
  • Grassi in cucina: non versarli nel lavello, usa filtri e raccoglitori.
  • Aeratori e rompigetto: pulizia/ammollo nel citrico per ridurre il “ritorno” di carbonati.
  • Manutenzione programmata annuale/semestrale in condominio o attività.

Hai uno scarico lento o odori ricorrenti? Contattaci per una diagnosi con videoispezione e un piano di disincrostazione su misura.